





La luce che arriva troppo presto
mi trova sveglia a pensare a ciò che importa
Importa della tavola imbandita e della frutta fresca?
E dell’odore dei tigli se una giornata è persa?
Della tazza di caffè caldo, importa?
Della parola gentile pronunciata dietro la porta?
Del vuoto a rendere, della tenda aperta?
Della finestra socchiusa e dell’uomo che ci guarda?
Mi importa del profumo che rimane addosso?
Mi importa della strada che ci chiama a raccolta?
Degli angeli sospesi sui cornicioni?
Mi importa del pianto dei bambini?
Delle città ridotte a briciole di pane e cemento?
Mi importa della morte ingiusta?
Mi importa della morte e basta?
Mi importa di chi comunque resta?
E mi importa della lotta?
Della scritta sul muro che si scrosta?
O dell’amore, che mi perde tra migliaia di persone e non protesta?
Di tutto mi importa, ma questa è l’ultima volta
Poi basta
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